In questi giorni centrali del mese di settembre, a Medjugorje sono presenti gruppi di pellegrini provenienti dall’Austria, dalla Germania, dall’Irlanda, dagli USA, dall’Inghilterra, dall’Italia, dalla Francia, dall’Ungheria, dalla Slovenia, dalla Romania, dalla Slovacchia, dal Belgio, dai Paesi Bassi, dal Portogallo, dalla Polonia, dalla Spagna, dalla Nuova Zelanda, dalla Svizzera, dal Guatemala, dall’Uruguay e dal Libano.

Alla vigilia della Festa dell’Esaltazione della Croce, tra i pellegrini croati, abbiamo incontrato Karlo Surinu di Rijeka. Egli è venuto per la prima volta a Medjugorje nel 1991 o nel 1992: “Quando possiamo veniamo sempre a Medjugorje. Per noi Medjugorje è un luogo di pace, in cui ci si può rilassare e in cui si dimenticano tutti i problemi. Vale la pena venire. Da Medjugorje portiamo la pace nelle nostre case”. Da Rijeka è venuto anche Antonio Baričević: “Per me Medjugorje è un posto particolare. Sono venuto qui per la prima volta nove anni fa, e quel pellegrinaggio ha risvegliato la fede dentro di me. In seguito ci sono stati momenti di smarrimento e di cadute. Finalmente, sei anni fa, ho affidato la mia vita a Dio. Vengo qui affinché la Madre mi incoraggi e mi aiuti ad accettare e a portare la croce. Non è facile, ma Medjugorje ci dà ogni volta il coraggio di farlo”. Branimir Dobra, di Zagabria, viene a Medjugorje una o due volte l’anno: “Questo è un luogo dove trovo sempre pace. Dopo Medjugorje si cambia e si è sempre diversi. Purtroppo, col passare del tempo, all’interno della propria quotidianità, a volte le grazie ricevute a Medjugorje vengono perdute, per questo è necessario tornare più volte e rinnovarle”. 

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